“Ogni anno ci ritroviamo in questo luogo. Ogni anno ripetiamo parole simili. Ogni anno leggiamo nomi che conosciamo.
Eppure ogni anno, arrivando qui, mi accorgo che la Bettola continua a fare una domanda nuova a ciascuno di noi…
Viviamo in un tempo in cui le guerre tornano a occupare le prime pagine…
Ogni giorno vediamo immagini di città bombardate. Bambini sotto le macerie. Famiglie costrette a fuggire. Persone che cercano rifugio. Persone che cercano salvezza. Persone che cercano semplicemente di vivere. E allora la Bettola smette di essere soltanto un luogo della nostra storia.
Diventa uno specchio. Perché ci ricorda che dietro ogni guerra ci sono sempre esseri umani.
Sempre. Prima delle bandiere. Prima delle ideologie. Prima delle appartenenze. Ci sono esseri umani. E quando la politica dimentica questo principio fondamentale, il rischio è sempre lo stesso: che la vita delle persone diventi secondaria rispetto agli interessi, alle strategie, alla propaganda, alla ricerca del consenso.
La Bettola ci insegna esattamente il contrario. Ci insegna che la dignità umana viene prima di tutto. […]
