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| PROGETTO NUOVA BIBLIOTECA |
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Recupero del complesso Mulino Boni |
| INTERVENTO DEL SINDACO PAOLO PAGNOZZI |
Vezzano s/C, Sala Civica Consiliare, 4 luglio 2007, ore 21.00
Buonasera a tutti voi, questa sera l’amministrazione Comunale presenterà ai propri concittadini il progetto di recupero dell’Ex Molino Boni Francesco.
Sono presenti Il Progettista Arch. Mauro Severi, la Bibliotecaria dott.ssa Paola Incerti e l’Assessore alla cultura Fabio Guidetti..
cosa dire come introduzione, raccontiamo un po’ la storia degli eventi che hanno portato a questo risultato.
Nell’ormai lontano 23 dic 1998 l’amministrazione Comunale decise di acquistare dai sigg. BONI Anna Maria, Uberto e Santi Artemisia il complesso di immobili denominato Ex Mulino Boni Francesco, composto da fabbricati e terreni posti nel comune di Vezzano sul Crostolo stimati complessivamente 488 Milioni di Lire e ceduti dai proprietari per 460 milioni di Lire.
A titolo informativo i fabbricati sopra citati erano composti da:
abitazione del mugnaio, piano terra mq 70 e piano primo, secondo e sottotetto di mq 56 l’uno
basso servizio del Mulino, piano terra e primo di mq 22,50 l’uno
Mulino, piano terra e primo di mq 94,50 l’uno
Portico del Mulino di mq 38
Basso servizio indipendente piano terra di mq 138 e piano primo di mq 57
Pollaio piano terra e primo di mq 43,50 l’uno
La superficie totale dei fabbricati risulta essere di mq 792, censititi nel catasto urbano al foglio 7 mappli 280, 281, 282 e 283 assegnando loro un valore di 415 Milioni di lire
Il terreno censito nel foglio 7 mapp.le 353 sup. 1397 area cortiliva assegnato un valore di 63 Milioni di lire
Per gli altri terreni Foglio 7 mapp.li 342 e foglio 13 mapp.li 22, 392,457, 459, 526 per mq 356 valore di 10 Milioni di Lire
Le motivazioni che indussero l’allora Amministrazione comunale alla scelta dell’acquisto furono sostanzialmente quelle del recupero di un bene storico, un conseguente miglioramento del centro cittadino, potenziamento dei servizi culturali, turistici, sociali oltre a rappresentare un investimento economico interessante.
Motivazioni che di fatto sono state recepite, integrate e rafforzate dall’attuale Amministrazione che ha creduto fortemente nella realizzazione di una vasta area da destinare a servizi.
L’edificio Mulino Boni riveste un valore storico importante in quanto fabbricato antecedente al 1600, asteriscato da vincoli di Recupero e restauro e quindi immodificabile, destinato a mulino e mai cambiato d’uso- con le testimonianze delle attrezzature tecnologiche di inizio 900, comprese le macine, affiancato da una costruzione in buone condizioni statiche più 2 edifici ad uso rurale di cui uno fatiscente, su circa 2000 metri quadrati di terreno con destinazione edificatoria ad uso pubblico- Si è partiti dall’iniziale obiettivo d’allora di un uso esclusivamente di recupero di un bene storico culturalmente legato alle tradizioni e alla popolazione locale per arrivare successivamente ad un recupero del centro storico attiguo ad un’area a destinazione di pubblico servizio.
L’alienazione del complesso Mulino Boni si è perfezionata nel 1999 sotto la nuova Amministrazione comunale che non ha ritenuto prioritario l’intervento di recupero su tale complesso di immobili destinando la propria attività verso altri obiettivi.
Arriviamo al 2004 dove l’attuale Amministrazione comunale ha ritenuto procedere a tale recupero individuando tra i suoi principali obiettivi la valorizzazione dell’intera area attraverso recuperi dell’ex Mulino Boni Francesco e la realizzazione del nuovi insediamento del polo scolastico, attribuendo all’intera area un elevato valore di Area di Servizio culturale, sociale, formativo che si sarebbe poi andata a raccordare con l’esistente area sportiva .
Inutile ribadire l’importanza dell’area di questo complesso, la sua posizione è strategicamente rilevante, ci troviamo ai margini della parte centrale dell’abitato, a ridosso della piazza della sede municipale e l’area verde che costeggia il torrente Crostolo.
Il progetto preliminare del recupero dell’area è datato novembre 2004 e prevedeva un intervento di 5 stralci, con il recupero della struttura a biblioteca e spazi per attività culturali- per un importo totale di 1.400.000 euro-
La Regione E.R. ha contributi al primo stralcio di circa 400.000 Euro con un contributo di 152 mila Euro: successivamente nel 2005 è stato approvato il II ° stralcio, i due stralci sono stati accorpati nel 2006 in un unico bando di gara, per un importo totale di 536.000 euro. L’impresa aggiudicatrice del Bando è stata l’Impresa Righi di Modena che ha iniziato i lavori nel 2007.
Cos’altro dire ? Il Vecchio Mulino del 1600 utilizzava l’acqua da un canale che conferiva poi nel torrente Crostolo- a fianco del Mulino funzionava l’attività di tintoria- Il canale da anni non è più funzionante, se ne vedono ancora le tracce, soprattutto nella parte dell’invito alle macchine.
L’intervento così fortemente voluto è teso al recupero del complesso a rudere industriale, prevedendo un utilizzo della struttura che permetta una fruizione quotidiana accanto alla conservazione delle tracce dell’attività che fu. Verrà così realizzato un articolato complesso dedicato alle attività culturali che facendo perno sull’attività della biblioteca potrà completarsi di spazi per attività musicali, audiovisive, spazi per letture, spazi per associazioni, piccoli seminari, attività atelieristiche. Attività che si potranno estendere anche all’aperto.
Il mio intervento di saluto introduttivo termina qui, perché altri relatori completeranno ed integreranno ulteriormente in modo più dettagliato l’intero progetto nelle sue immense potenzialità. lascio la parola all’Assessore Guidetti.
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| INTERVENTO DELL'ASS. FABIO GUIDETTI |
Vezzano s/C, Sala Civica Consiliare, 4 luglio 2007, ore 21.00
La biblioteca comunale è destinata a trovare una sede, mi sento di dire definitiva, nell’area dell’antico Molino che fu dei Boni.
Si tratta di un intervento che, come ha illustrato l’arch. Mauro Severi, alla complessità delle scelte e delle soluzioni, unisce costi milionari.
Non è mancato chi ha mosso critiche alla scelta di investire tante risorse sulla biblioteca.
Io stesso, nonostante sia particolarmente sensibile alle problematiche inerenti la salvaguardia, la valorizzazione ed il recupero dell’edilizia storica, ero tra coloro che nutrivano un certo scetticismo circa il recupero del complesso del Molino.
In una scena del film Will hunting (Genio ribelle) un attore, nel ruolo di psicologo, conversa con il protagonista, un genio della matematica, circa la magnificenza della Cappella Sistina.

Ed il protagonista, da vero genio, dimostra di sapere tutto su Michelangelo e sugli affreschi del Giudizio Universale.
Cade però sulla domanda che lo psicologo gli rivolge: hai mai sentito –gli chiede- il profumo che si respira nella cappella Sistina?
Il genio non l’aveva mai visitata.
Anche a me è capitato qualcosa di simile. E’ bastato un sopralluogo con l’ing. Fausta Bacci e l’arch. Severi a farmi cambiare idea. E, se l’arch. è d’accordo e la sicurezza del cantiere lo consente, prossimamente proveremo ad organizzare qualche visita sul posto.
Se ci sforziamo di immaginare ciò che sarà, traducendo in immagini mentali le parole dell’architetto, riusciremo a vedere scaffali forniti di supporti multimediali e postazioni internet laddove ora ci sono murature ammalorate ed intonaci cadenti, riusciremo ad immaginare salette che invitano alla lettura ed alla riflessione laddove ora ci sono stanze con giacigli da barboni e tende consunte alle finestre. Senza dimenticare che i rovi ed il fango lasceranno spazio a nobili vegetazioni e a pavimentazioni in pietra.
A sostenere la bontà di questo intervento, sono anche le confortanti, verrebbe da dire entusiasmanti, statistiche relative ai prestiti e alle frequenze in biblioteca. Dati che illustra la dott. Paola Incerti, bibliotecaria.
Concludo, lasciando spazio a chi viene dopo di me e riservando qualche riflessione più approfondita a prossime occasioni, con una immagine molto bella, di Margherite Yourcenar, che mi ha suggerito il progettista in un incontro avuto nei giorni scorsi.
L’immagine della biblioteca come granaio. Il molino richiama questa idea di seme –evocativa anche di parabole evangeliche- che viene macinato per essere trasformato in cibo.
Il molino Boni, sarà nuovamente un molino, un molino di cultura. I libri fonte di conoscenza, alimenteranno le nuove generazioni alle quali spetterà probabilmente l’ingrato compito di individuare soluzioni capaci di aggiustare questo mondo allo sbaraglio.
E’ un investimento finanziariamente pesante per il nostro Comune. Ma è uno sforzo che facciamo sicuri che darà ottimi risultati.
E voglio sperare che, chiarito l’equivoco che voleva Vezzano paese degli asini, la si finisca anche di designare il nostro Comune come il “Parente povero dei Comuni limitrofi”.
Precisando che l’unica povertà che può davvero fare paura è la povertà culturale.
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| INTERVENTO DELLA DOTT.ESSA PAOLA INCERTI |
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad uno sforzo importante di innovazione perseguito dagli EE. LL. il cui fine è quello di ricercare nuovi spazi per le biblioteche, in grado di migliorare la qualità e l'efficacia del servizio offerto agli utenti, mediante la costruzione di nuove sedi, il miglioramento di quelle esistenti o, sempre più spesso, il recupero di edifici storici che costringono talvolta a soluzioni architettoniche originali e altamente suggestive.
Il progetto di una nuova biblioteca è infatti una fondamentale opportunità ed occasione per esaminare i servizi forniti e svilupparli ulteriormente, per offrire un patrimonio ricco, aggiornato e diversificato. La riqualificazione del servizio bibliotecario, mediante la progettazione di nuove sedi, caratterizza non solo i comuni di medie e grandi dimensioni ma anche i comuni di piccole dimensioni, come il nostro, a sottolineare che raramente le biblioteche del nostro territorio hanno un “dimensionamento” adeguato alle esigenze interne del servizio e tantomeno a quelle degli utenti. Le nostre biblioteche, infatti, spesso nate intorno agli anni 70, sono state caratterizzate dalla crescita degli utenti, dei prestiti, del patrimonio e dei servizi offerti ma le sedi sono rimaste sempre quelle e quindi inadeguate ad accogliere lo sviluppo che ha caratterizzato, soprattutto negli ultimi anni, le varie funzioni offerte dalle biblioteche, sia quelle consolidate che quelle più nuove, legate alle nuove tecnologie informatiche e telematiche, che si dimostrano complementari e non alternative alla richiesta di accesso al libro.
Lo sviluppo e la crescita di questi ultimi anni ha coinvolto anche la nostra biblioteca, che nel corso di un decennio, dal 1996 al 2006, ha visto un entusiasmante aumento dei principali indicatori per la misurazione e valutazione della funzionalità del servizio bibliotecario; in questi dieci anni infatti gli utenti attivi, ossia quelli che effettuano almeno un prestito nell’anno, sono passati da 97 a 462, i prestiti da 350 a 4.596, i prestiti interbibliotecari, ovvero i prestiti tra biblioteche della Provincia, da 1 a 341, il patrimonio documentario da 2.628 unità a 10.499. Immediato riscontro a quanto detto viene fornito da uno dei principali indici per le biblioteche, ossia l’indice di impatto sulla popolazione, utilizzato per verificare l’impatto della biblioteca sui suoi utenti potenziali, cioè il suo radicamento nel territorio di riferimento; tale indice è passato dal 2,7% del ’96 all’11,1% del 2006, a dimostrazione del crescente apprezzamento dell’utenza per il servizio e dell’esigenza di un servizio bibliotecario per la cittadinanza.
Se nel ’96 la nostra biblioteca era tra quelle che presentavano i valori più bassi tra gli indicatori provinciali per la valutazione del servizio, il trend positivo registrato in questi anni ha permesso al nostro servizio di avvicinarsi sensibilmente alla media provinciale.
Ecco il perché di una nuova biblioteca; una struttura adeguata infatti fa “crescere” gli utenti, incrementando ulteriormente la domanda di servizi e generando un continuo stimolo al miglioramento e all’adeguamento, caratterizzandosi come presenza dal forte valore simbolico per il contesto territoriale.
La biblioteca pubblica del resto, secondo i principi previsti dalla Costituzione Italiana, concorre a garantire il diritto dei cittadini ad accedere liberamente alla cultura, ai documenti, alle informazioni, alle espressioni del pensiero e della creatività umana, quali fondamenti della società civile e della convivenza democratica; essa costituisce un servizio di base e un primo punto d’accesso del cittadino all’informazione ed alla documentazione, sostiene la formazione per tutto l’arco della vita, si caratterizza come punto di riferimento per le diversità culturali e allo stesso tempo contribuisce ad accrescere la consapevolezza dell’eredità culturale e a trasmetterla alle generazioni future.
La biblioteca pubblica quindi per assolvere alla sua “missione” deve essere vitale, deve crescere ed evolversi insieme ai suoi utenti. Da qui l’importanza strategica della nuova sede; il progetto della nuova biblioteca prevede una ridistribuzione completa degli spazi ed una riorganizzazione del servizio che consentirà agli utenti, mediante nuove disposizioni spaziali e degli arredi, un utilizzo più qualificato e diversificato della struttura e del patrimonio. L’impegno profuso nella progettazione della nuova sede renderà la biblioteca oltre che un luogo adeguatamente fornito e funzionale, anche piacevole, attraente e significativo per l’organizzazione urbana. La nuova sede offrirà agli utenti non solo un patrimonio ricco ed aggiornato ma anche spazi nei quali sia piacevole andare e restare. L’ex molino Boni, luogo fondamentale per il tessuto storico della nostra comunità, grazie all’intervento di recupero, continuerà la sua funzione di luogo fruitivo, deputato alla storia e alla socialità, darà quella visibilità al servizio bibliotecario che fino ad oggi è mancata, riqualificando la biblioteca come presenza fondamentale per la nostra realtà territoriale, come luogo di accoglienza “amichevole” e piacevole, affermandone il “ruolo sociale” di patrimonio della comunità, liberamente e gratuitamente fruibile.
Per concludere cito la dichiarazione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, rilasciata il 5 maggio 2003, in occasione della consegna delle medaglie d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte: “L’Italia degli 8.000 Comuni dovrebbe essere anche l’Italia delle 8.000 biblioteche, luoghi che i giovani si abituino a frequentare con spontanea consuetudine. Vi sono già molte iniziative a favore dei piccoli Comuni, che vedo con favore; in esse dovrebbe sempre trovare spazio la difesa o la nascita di una istituzione – la biblioteca- che può davvero rappresentare un “presidio” per la lettura e una espressione forte di qualità della vita”.
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SCARICA LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO REALIZZATO DALL'ARCHITETTO MAURO SEVERI (4 Mb circa)
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