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| LA CULTURA COME FENOMENO DINAMICO |

“Un libro, uno solo, può sconvolgere la vita
di un singolo individuo. Una biblioteca può arricchire
culturalmente
una piccola cittadina. Un gigantesco archivio, invece, non cambierà in
nulla la vita di una metropoli”
A dire il vero quando ho letto questa citazione
del filosofo Arthur Schopenhauer, sono rimasto un po’ perplesso.
Per me, appassionato di ricerche archivistiche, ridurre ad una massa
insignificante documenti vecchi di secoli, pietra angolare per qualsiasi
ricerca storica – a meno che non si voglia rinunciare al rigore
scientifico e optare per una storia romanzata - una simile affermazione
pareva incauta. Mai soddisfatto di ciò che mi appare a prima
vista, dopo un po’ di riflessioni credo di aver colto il
senso del pensiero di Schopenhauer.
La cultura è un fenomeno dinamico, che sprigiona la sua forza
innovatrice e realizza il suo fine solo se circola, quasi come un
virus buono, tra le persone, cioè nella società. Se
c’è staticità non può esserci cultura.
L’archivio al quale si riferisce Schopenhauerè l’archivio
inteso come deposito, come luogo in cui i documenti sono soggetti
soltanto ad un flusso in entrata e non anche in uscita. Ecco, risulta
ora chiaro, perché – e sino a che punto - l’archivio
può essere privo di forza innovatrice. Dobbiamo
dire grazie alla signora Tullia Dallari. La donazione
alla biblioteca comunale dei volumi appartenuti alla sorella Silvia
ha conferito dinamicità alla cultura che quei libri custodiscono
e da oggi i cittadini vezzanesi potranno fruire di questo patrimonio
di cultura. Non solo. Grazie al catalogo provinciale informatizzato,
il fondo sarà accessibile per tutti gli enti aderenti al
sistema bibliotecario provinciale. Pensate che, nonostante il patrimonio
librario non contempli volumi rari o manoscritti antichi, grazie
ad esso la biblioteca ha istituito la Sezione Conservazione della
quale sino ad ora era priva. In essa sono infatti confluiti tutti
i volumi del fondo, editi da più
di cinquant’anni.
di Fabio Guidetti
Assessore alla cultura
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| UNA BIBLIOTECA DOMESTICA |
Ho avuto l’incarico e l’onore di catalogare i tanti
volumi accumulati negli anni della lunga e apprezzata professione
di Silvia. All’inizio del lavoro il materiale documentario
si trovava collocato in scatole di cartone e per prima cosa,
in considerazione della natura e della tipologia dei documenti,
ho organizzato il Fondo in quattro sezioni, poi ulteriormente
strutturate: Sezione Adulti,
Sezione Ragazzi, Sezione Antiquariato, Sezione Consultazione. La Sezione Adulti
(279 libri) comprende testi di Narrativa (23 libri) e di Saggistica (256 libri),
la Sezione Ragazzi (82 libri) raccoglie testi di Narrativa (11 libri) e Saggistica
(71libri), della Sezione Antiquariato (84 libri) fanno parte tutti i libri pubblicati
prima del 1957 (il libro più antico è del 1890), la Sezione Consultazione
(22 libri) è composta da Enciclopedie, dizionari e volumi di pregio. In
un secondo tempo ho provveduto ad una analisi di tutta la documentazione effettuando
una catalogazione informatizzata delle singole pubblicazioni tramite l’utilizzo
del software Zetesis-Zeta, versione 4.0, data-base appositamente realizzato per
la descrizione bibliografica. Per individuare gli elementi della descrizione
bibliografica che caratterizzano il documento (titolo, autore, responsabilità intellettuali
rispetto all’opera, editore, luogo di edizione, anno di edizione, descrizione
fisica, soggetto, CDD, ISBD …) ho effettuato una analisi preliminare degli
aspetti formali del documento mentre per capire i concetti espressi dall’autore
nell’opera di cui è intellettualmente responsabile ho fatto una
analisi concettuale del libro per poter individuare gli accessi semantici: la
soggettazione (tema specifico del documento) e la classificazione (la disciplina).
I libri prima di far parte del patrimonio della biblioteca sono stati poi timbrati,
etichettati (sul dorso e in
quarta di copertina) ed incartati. Tali documenti recano l’etichetta ex
libris relativa alla donazione che è stata inserita nel verso della copertina
portando la seguente dicitura:“Biblioteca Comunale di Vezzano sul Crostolo,
Fondo Professoressa Silvia Dallari (2 X 1924 - 26 XI 2002) Donazione
1 maggio 2003” . Tutte queste operazioni sono state necessarie a sancirne
l’appartenenza alla biblioteca, la conservazione, a facilitarne la richiesta
da parte dell’utente e il reperimento da parte del personale. Sono stati
collocati a scaffale aperto tutti i libri della Sezione Adulti, Sezione Ragazzi
(disponibili per il prestito) mentre a scaffale chiuso i libri della Sezione
Antiquariatoe della Sezione Consultazione(consultabili solo in biblioteca). Il
sistema di collocazione usato per la saggistica è la Classificazione Decimale
Dewey che è il numero di classificazione assegnato al libro (una distribuzione
dei libri a scaffale organizzata per materia). Tutto il materiale catalogato
informatizzato si può consultare nell’OPAC locale (Catalogo per
gli utenti consultabile solo presso la Biblioteca) e nell’OPAC di Polo
del Sistema Bibliotecario Reggiano tramite URL: http://opac.provincia.re.it.
Non ho conosciuto la Professoressa Silvia se non attraverso la sua biblioteca “domestica”:
persona colta, aperta alle nuove idee, anticonformista e con particolare interesse
alla letteratura, alla poesia, alla religione, all’arte, alla filosofia
e alla storia,
persona di cuore che con un gesto e un’azione di grande generosità ha
donato con discrezione e sincerità tutto il suo patrimonio culturale a
tutta la comunità vezzanese e a tutti gli utenti.
di Ornella Barbieri
Addetta al catalogo
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| UNA BIBLIOTECA NELLA BIBLIOTECA |
La preziosa raccolta di volumi appartenuti alla professoressa
Silvia Dallari è stata donata alla Biblioteca di Vezzano.
La personale raccolta di libri appartenuta alla professoressa
Silvia Dallari è entrata a far parte del
patrimonio documentario della biblioteca comunale grazie alla
donazione della sorella Tullia che, per espressa volontà della
professoressa stessa, ha devoluto questa collezione a tutta la
comunità. La Professoressa Dallari ha, con questo gesto,
voluto creare un ultimo, visibile legame con il proprio paese,
donando un prezioso strumento culturale, a disposizione di tutti
i cittadini.
La donazione, composta da ben 465 volumi, è andata ad
arricchire il patrimonio della biblioteca comunale di volumi
interessanti e vari, in grado di rivelarci una personalità eclettica,
profondamente interessata a tutti gli aspetti del sapere e della
cultura. La raccolta di volumi spazia dalla letteratura alla
religione, dalla filosofia all’arte, dalla storia all’attualità,
svelandoci gli interessi umani e professionali di Silvia Dallari,
persona colta, aperta e desiderosa di tenersi continuamente aggiornata
che, come ci ha detto Carla Bazzani sua collega e amica, è riuscita
a vivere appieno il proprio secolo senza abbandonare mai i propri
principi e le proprie convinzioni.
Dopo un lungo lavoro di catalogazione e classificazione, il patrimonio
librario donato è stato ordinato nell’apposito fondo
chiamato “Fondo professoressa Silvia Dallari” e contrassegnato
da un’etichetta riportante la sigla FSD, apposta sul dorso
dei volumi che lo compongono. Il fondo è stato informatizzato
ed inserito nel circuito delle biblioteche della Provincia di
Reggio ed è quindi
visibile e consultabile non solo nel catalogo in linea della nostra
biblioteca ma anche in quello del sistema bibliotecario provinciale.
Il fondo è organizzato “a scaffale aperto”,
ed è perciò direttamente accessibile e consultabile
da parte del lettore, che può visionarlo scegliendo liberamente
i volumi per il prestito. La quasi totalità dei libri
del Fondo Dallari è a disposizione degli utenti, ad esclusione
di alcuni volumi antichi di particolare pregio per i quali è consentita
solo la consultazione
in sede.
Grazie alla donazione della professoressa Dallari, così significativa
ed interessante per varietà e completezza, si può parlare
dell’esistenza di “una piccola biblioteca nella biblioteca”,
che ha già destato l’interesse di numerosi utenti
non solo del nostro Comune ma anche dei Comuni limitrofi, grazie
alla quale sarà possibile mantenere vivo il ricordo ed il
legame con una delle personalità più rappresentative
di Vezzano.
di Paola Incerti
Bibliotecaria
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La professoressa Silvia Dallari
Una persona che ha toccato
il cuore di molti
di Carla Bazzani
Cari amici, oggi siamo qui per ricordare una persona che ha toccato
il cuore di molti perché
ad ognuno di noi ha dato qualcosa di importante. Ha donato sé stessa
senza timori
inutili, ma con discrezione e sincerità di cuore. Non è facile
commemorare pubblicamente
una persona senza ricadere nella
retorica, ma con Silvia Dallari non si corre questo pericolo, perchè so
per certo che ella non lo gradirebbe ed inoltre ciò che
vi dirò è tutto vero per me. Pur nella nostra fragilità umana
che accomuna tutte le persone vi sono alcune cose che si serbano
nel cuore perché sono preziose, ma oggi è il momento
di tirarle fuori e di comunicarle per come sono capace. Silvia è stata
innanzitutto una persona anticonformista, ovvero una persona che
non si è adeguata
alla mentalità del nostro secolo pur vivendolo appieno, ma
ha seguito i suoi principi e le sue condivisioni più profonde
con attenzione, cura e generosità verso sé stessa e
verso gli altri. Ho detto con generosità.
Sì perché Silvia è stata una persona generosa:
donava tempo, energie, davvero
consapevole che tutte queste cose che ci vengono date si devono utilizzare
bene e
con libertà di pensiero certi che così non andranno
perdute. Anche questo pensiero per i bambini (i suoi libri per i
bambini),
per la biblioteca del suo amato paese lo dimostrano. Sì, amava
il suo paese. Ogni tanto mi parlava delle persone che lavoravano
nella sua casa, dei suoi alunni e
colleghi, e ne parlava sempre con tanto rispetto e ammirazione. Non
l’ho mai sentita parlare male di nessuno, aveva invece
sempre, sempre, un tratto da valorizzare in tutte le persone che
si sentivano così capite e amate o considerate con affetto
da lei.
Silvia amava molto l’arte, in particolare l’arte figurativa.
In essa sapeva cogliere i moti dell’anima, le sfumature, la
forza,
l’energia della vita. L’arte le dava carica, le faceva
tanta compagnia, la rasserenava. Era una delle sue più grandi
passioni insieme a quella della letteratura e della
poesia. Sì, ella scriveva anche poesie. Io ne posseggo una
molto bella. Già, la poesia!
Cosa è mai l’arte senza la poesia. Se in un quadro non
c’è la poesia manca tutto e così anche nella
vita in tutti i suoi aspetti, anche in quelli apparentemente più contrastanti.
Io serbo nel cuore un ricordo unico di Silvia. Mi ha trasmesso la
sua fede in Dio, alimentata giornalmente dall’eucarestia.
Il sale della terra, se perde sapore, a che serve? Ad essere gettato
via. Ecco il segreto di questa sua vita spesa bene: saper riconoscere
la Bellezza in ogni cosa ed apprezzarla fino in fondo, perché in
questa
Bellezza ritroviamo noi stessi.
Grazie Silvia. I tuoi libri donati alla collettività ci parlano
ancora di te e ci fanno
gioire. |
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